COME DIVENTARE UN GRANDE RESTAURANT BUSINESSMAN. CASE HISTORY

Propongo qui di seguito una case history del mio collega Nicolas Baccani. Buona Lettura.

Vuoi sapere come produrre di più e meglio all’interno del tuo ristorante?

Ti piacerebbe aumentare il fatturato senza investire ulteriormente ma utilizzando le risorse che già hai?

 

In questo articolo voglio spiegarti come uno chef o un ristoratore possono trasformarsi in veri e propri imprenditori del food, i cosidetti Restaurant Businessmen.

 

Bene, sei pronto? Si comincia!

 

 

AVERE SUCCESSO CON LE PROPRIE PASSIONI NON È POSSIBILE, È UN DOVERE!

 

Solitamente chi intraprende la strada della cucina e decide di diventare Chef o Ristoratore lo fa perché da sempre ha una manifestata e innata passione per il cibo e tutto ciò che lo caratterizza, dall’andare a scovare le materie prime più ricercate e prelibate, da chi è curioso di scoprire e riproporre la tradizione di quella o quell’altra Regione, da chi vuole provare a riassaparore nel proprio palato e nei palati altrui quelle magnifiche esplosioni di gusto con cui la nostra nonna ci deliziava da bambini.

 

In ognuna di queste circostanze simili o totalmente diverse tra loro, c’è un

minimo comun denominatore che le racchiude tutte: la PASSIONE.

 

Come recita il titolo avere successo con le proprie passioni non è possibile, è un dovere.

 

Spero che anche tu la pensi così, ma d’altronde non prendiamoci in giro, la vita non è sempre rose e fiori, a volte dobbiamo scendere a compromessi e mandar giù bocconi amari e alla fine ci guardiamo indietro e pensiamo che col senno di poi, tornando indietro avremmo intrapreso un percorso diverso e avremmo sicuramente avuto il successo a cui ognuno di noi ambisce.

 

Giusto? SBAGLIATO

 

 

ti aiutiamo a raggiungere la tua meta

 

 

Siamo qui e siamo qui adesso il resto sono chiacchiere. Abbiamo ancora l’occasione e il dovere di andare a cercare quel successo se davvero è quello che vogliamo.

 

Per successo non necessariamente intendo avere la seconda casa in riva al mare, la Ferrari per il week end e l’aereo privato per andare a fare shopping sugli Champs Elysee.

 

Il successo può essere visto in milioni di modi, come lo intendo in questo articolo è il tuo successo come chef e come ristoratore, ma soprattutto come uomo d’affari che ha per le mani il lavoro che ha sempre voluto fare e con cui non farà mancare niente alla sua famiglia, con cui verrà indiscutibilmente riconosciuto per la sua bravura e magari perché no, con cui si è schifosamente arricchito :=), in altre parole con cui avrà…. SUCCESSO.

 

Tu hai questo dovere, raggiungere il successo. Ma ricordati il tuo ristorante è solo il mezzo, tutto il resto dipende da te.

 

SÌ OK, MA COME FARE?

 

Premessa, non sono uno stregone, non so com’è il tuo ristorante, non so quali siano le tue problematiche, se vuoi puoi scrivermele a nicolas@openteamsoltion.com e potremmo analizzare insieme problemi e risoluzioni possibili dei tali.

 

Soprattutto non ho la verità in tasca, quindi tutto quello che dico è opinabile e potrai sfruttare i commenti in fondo a questo articolo per espormi il tuo pensiero.

 

In questo articolo ti presenterò una case history di uno chef che di strada ne ha fatta e tanta…. Da un ristorante del suo paese si è fatto le ossa fino a diventare uno dei più importanti chef del nostro belpaese.

 

Se non dobbiamo imparare da chi ce l’ha fatta o da chi è più bravo di noi da chi dobbiamo imparare?

 

 

ALLA SCOPERTA DI ANTONINO CANNAVACCIUOLO. CASE HISTORY

 

cannavacciuolo

 

Se non conosci Antonino Cannavacciuolo ti consiglio di continuare a leggere la case history di questo chef che da ragazzo ha iniziato ad intraprendere la faticosa ma meravigliosa vita da chef fino ad arrivare sulla cresta dell’onda con programmi televisivi come Cucine da Incubo e Masterchef.

Anche se lo conosci ti consiglio di proseguire la lettura perché in questa lettura risiede il succo di quanto letto precedentemente in questo articolo, cioè come avere successo con le proprie passioni e come diventare un Restaurant Businessman.

 

 

Partiamo dalle basi, chi è Antonino Cannavacciuolo e da dove viene?

 

Antonino Cannavacciuolo è uno chef che tocca l’apice del successo nel 2013, quando viene scelto da Fox come protagonista della versione italiana di “Cucine da incubo”, il programma reso noto in tutto il mondo da Gordon Ramsay: il suo scopo è quello di aiutare i ristoratori in difficoltà a rimettersi in sesto. Il tutto, ovviamente, davanti alle telecamere.

 

Antonino nasce il 16 aprile 1975 a Vico Equense, in provincia di Napoli. Dopo aver frequentato la scuola Alberghiera, Inizia a lavorare nel 1992 a Sorrento, all’Hotel Ristorante “Vesuvio”, e due anni più tardi si trasferisce al Ristorante “San Vincenzo”, sempre nella stessa città.

Da lì un vero e proprio girovagare tra i sapori di tutta Italia, fino al 1999 quando diventa chef titolare e gestore (insieme con Cinzia Primatesta, sua moglie), del Ristorante Hotel “Villa Crespi” a Orta San Giulio, situato in un palazzo moresco risalente alla fine dell’Ottocento: esso comprende un ristorante con cinquanta posti associato a “Le Soste” e “Les Grandes Tables du Monde”, e un hotel di lusso a quattro stelle, quattordici camere tra Suite e DeLuxe che compongono uno Small Luxury Hotel.

In seguito, non mancano comunque esperienze all’estero, soprattutto in Francia.

È ormai ufficiale che da quest’anno sarà uno dei giudici anche di Masterchef quando su Sky sta per iniziare la 3° stagione di Cucine da Incubo.

Insomma un esempio vincente di come un ragazzo con la passione per la cucina sia diventato un grandissimo Restauran Businessman.

Ciò è rafforzato anche dal suo fatturato che quest’anno ha superato i 3 milioni di euro, il tutto seguendo maniacalmente una passione radicata per la cucina… della nonna.

“Ho sempre saputo che sarei stato uno chef. Come lo era mio padre prima di me, lui che ha preparato delle brigate intere di cuochi a Sorrento e nei dintorni. Ma, a dire il vero, questa convinzione, la devo a mia nonna, al suo “ragù” con cui condiva le paste dei pranzi di famiglia della domenica, al profumo irresistibile che invadeva la casa sin dalle prime luci del giorno. Mi hanno aperto gli occhi sulla necessità di trovare le migliori materie prime, di avere il senso del sacrificio, di essere determinati e totalmente consacrati a questo mestiere.

È su queste basi che ho costruito la mia cucina. I miei viaggi e le mie esperienze hanno fatto il resto: in Francia, da Marc Haeberlin all’Auberge dell’Ill d’Illhaeusern in particolare, ma soprattutto dal Sud o dal Nord dell’Italia, dalla scuola di Vico Equense alla tavola del Grand Hotel Quisisana di Capri diretta all’epoca da Gualtiero Marchesi, senza dimenticare naturalmente il Lago d’Orta. Qui ho incontrato mia moglie, Cinzia, prima di assumere la gestione nel 1999 di Villa Crespi, luogo in cui il nostro impegno è completamente dedicato alla vostra felicità e di conseguenza alla nostra”.

Vuoi scoprire come Antonino Cannavacciuolo ha raggiunto il suo successo?

 

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