Alleati per vincere

Potete comperare il tempo d’un uomo;
potete comperare la sua presenza in un determinato luogo;
potete persino comperare un certo numero di prestazioni lavorative;
da svolgersi ad un ritmo prestabilito.
Non potete però comperare l’entusiasmo.
Non potete comperare l’iniziativa né la fedeltà,
e neppure la devozione del cuore,
della mente e dell’anima dell’uomo.
Perché sono cose che vi dovete guadagnare.
(Clarence Francis) 

News 1_ALLEATI PER VINCERE (Veronica)Chi gestisce le aziende sa che il vero successo raramente dipende dalle tecnologie ma più spesso dipende dalle persone, dalle loro capacità, dallo slancio e dalle idee che mettono in campo tutti i giorni per vincere in una competizione sempre più aspra e difficile. Le tecnologie e le competenze si comprano, la passione e il cuore dei collaboratori si conquistano.

Nel  suo best seller “Quality is free” (1979) Philip B. Crosby afferma che bisogna puntare sulla motivazione perché la qualità comincia con le persone, non con le cose. E ribadisce che “la Qualità è gratis, non è un regalo, ma è gratis. Quello che costa è la mancanza di qualità, tutte quelle azioni che hanno a che fare con i lavori non fatti bene la prima volta” […] “le persone si adattano agli standard dei loro leader, se il management pensa che le persone non siano coinvolte in ciò che fanno allora non lo saranno davvero”.

La gestione del personale, in uno scenario così mutevole come quello attuale, è diventata un’attività estremamente complessa. Proviamo a porci delle semplici domande:

  • abbiamo cambiato qualcosa nel nostro modo di lavorare nell’ultimo anno? E negli ultimi tre ?
  • C’è spirito di collaborazione nel nostro ambiente di lavoro?
  • Lavoriamo tutti insieme con un obiettivo comune?
  • Riusciamo anche a divertirci mentre lavoriamo?
  • Siamo orgogliosi di lavorare all’interno della nostra organizzazione?
  • Ci sentiamo tutti responsabili per i successi e gli insuccessi dell’azienda?

I “no” che abbiamo risposto a queste domande ci danno la misura delle cose che abbiamo tralasciato di considerare.

Il punto è che “l’azienda ricerca valore; la persona ricerca identità”[1]; si tratta di imparare a governare un equilibrio dinamico. Gestire (non controllare o monitorare) il personale significa che per coinvolgere tutti in egual misura bisogna imparare a trattare ciascuno in modo diverso, a seconda degli aspetti primari che ognuno vive nel proprio lavoro e di quelli trascurati che possono rappresentare una grande risorsa inesplorata da mettere in campo per fronteggiare situazioni nuove.

Troppo spesso la gran parte del potenziale dei collaboratori di un’azienda, e quindi dell’azienda stessa, rimane inutilizzato perché le persone vengono assegnate a ruoli che non valorizzano le loro abilità e competenze.  L’arte di collocare “la persona giusta al posto giusto” rischia di trasformarsi in un azzardo se affidata solo al buon senso.  La consapevolezza, in questo caso, rappresenta l’elemento fondamentale che ci permette di passare dalla posizione di chi costruisce ciò che subisce a quella di chi costruisce ciò che gestisce.

E tu, quanto ne sai dei tuoi collaboratori?

Se vuoi saperlo, contattami a info@brunobruni.it